Giulio Bedeschi, Centomila gavette di ghiaccio (Mursia)

20130127-063623.jpg

L’alba del venticinque gennaio fugò la tormenta, la colonna s’incamminò, per tutta la giornata marciò e all’imbrunire raggiunse Nikitowka, grosso paese nel quale con indescrivibile gioia la ventisei riuscì a trovare isbe sfuggivi enti a dare ricovero agli artiglieri. Il paese era abitato, ma il passaggio di precedenti reparti aveva esaurito ogni scorta di viveri; i soldati tuttavia riuscirono a racimolare qualche patata, qualche buccia da ingollare con indicibile avidità.

(…)

– Niente paura, signor capitano – disse Scudrèra che aveva inteso le parole – sémo tutti accidentati a’ sto modo, per mal che vada se crepa tutti insieme. Son ridotto ànca mi come una sèlega cascà in giassàra!
– Come che cosa? – chiese il capitano, siciliano, guardando Serri.
– Come un passerotto caduto in una ghiacciaia – tradusse il medico.

Giulio Bedeschi, Centomila gavette di ghiaccio (Mursia)

A mio nonno, disperso sul fronte russo probabilmente nel gennaio del 1943, ma senza una data e un luogo certi, senza aver mai conosciuto sua figlia, mia madre.

Annunci
5 commenti
  1. poetella ha detto:

    m’ha commosso più la dedica…che il testo…
    la foto, poi…bellissima!
    Gelata!

  2. Grazie! Infatti non volevo mettere citazioni particolarmente strazianti, ma credo che ne aggiungerò altre in giornata.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: