FP n 66: Uno schema che fa ridere?

20131222-081409.jpg

Giorni fa sul mio iPad è arrivato lo schema che il lettore può vedere in immagine. Forse c’è qualcuno che lo conosce già, in ogni caso l’amico che me lo ha inviato sottolinea con una mail: “Considera che sta girando per la rete tradotto in molteplici dialetti. Ha parecchio successo all’interno della nostra Azienda, rimbalza da un PC all’altro, da un piano all’altro. Le risate si sprecano e molti (compreso il capo del nostro dipartimento) lo hanno stampato e appeso in evidenza per non dimenticarselo”.

In effetti lo “schemino” gioca un po’ con lo stereotipo del dipendente medio che nulla “frega” di risolvere i problemi grandi o piccoli e “frega” tanto di non averne di propri, anche di fronte all’evidenza.
Il concetto non sarebbe nemmeno da tradurre in un argomento per riempire questo spazio blog e non sarebbe il caso di dilungarsi oltre: battuta = risata… e morta la.
Ma, ad una seconda rilettura o riflessione lo schema mi è sembrato perfetto, quasi filosofico, un concentrato del dilemma tutto italiano, o se volete tutto nostro e non solo Aziendale, ma anche politico, finanziario, legale, sentimentale, insomma lo si potrebbe declinare per una miriade di altri argomenti di cui noi siamo, credo, vantaggiosamente in vantaggio: non essere responsabili di nulla, neanche delle soluzioni, anzi, non siamo responsabili neanche di essere in qualche posto a fare delle cose.
Tradotto in dialetto della città di Venezia, diverso dai dialetti che si possono sentire/pronunciare nel Veneto (tanto per fare un esempio) il testo dentro al box rosso che alla fine è quello conclusivo, sarebbe: “ti xé ciavà”. Il senso non cambia ma io lo preferisco al “sei fregato”, perché si trasforma in battuta grassa e gradevolmente bonaria, amichevole quasi da pacca sulla spalla. Oltretutto lascia spazio all’immaginazione facendo delle assonanze con altre azioni da barzelletta, alleggerendo le complicazioni a cui potresti incorrere prendendoti delle responsabilità.
Che dire di più, poco o niente, perché è maledettamente vero che un problema in più per noi è un problema in meno per qualcun altro e viceversa, ma è anche maledettamente vero che andando avanti così c’è chi avrà un milione di problemi e chi sta a guardare come li risolve.

Davide Lorenzon – Focal point 66 (raccolta di immagini e microstorie dentro l’iPad)

Annunci
4 commenti
  1. 🙂
    Sì il dialetto veneziano rende meglio ed è molto più simpatico!
    🙂
    Buon Nataleeeeeee!
    Un sorriso
    Ondina

  2. Il dialetto veneziano (per alcuni anche una lingua) è servito solo per “addolcire la pillola”… il problema resta.
    Buon Natale 🙂

  3. tiZ ha detto:

    La versione napoletana è assai divertente 😉

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: