Consigli di lettura: Maria Di Biase

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Per quanti libri io legga, il concetto dell’insostenibile leggerezza mi torna sempre in mente. Di lettura in lettura, scatta una sorta di meccanismo di comparazione, un confronto involontario e persistente, dal quale il libro di Kundera ne esce sistematicamente vincitore.

La leggerezza è quanto di più sublime l’essere umano possa concepire.
La vita è leggera e, in assenza di gravità, l’esistenza avanza, unica e irripetibile. Quel che accade, accade una volta soltanto, e anche l’esperienza più terribile perde peso perché non attecchisce nell’eternità, non si ripete, e muore nel momento stesso in cui nasce.
Questo è l’approccio che, idealmente, ci permetterebbe di affrontare ogni avversità senza drammi e tragedie.
Ma siamo veramente in grado di percepire come leggero ciò che non è replicabile?
La stessa vita ci è greve proprio perché sappiamo che è destinata a finire. Che sia prima, che sia poi, non ha molta importanza. Il fatto è che non ci sarà, presumibilmente, una seconda occasione per “fare di meglio”.
È la precarietà di una cosa così preziosa, ma così fuggevole, che ci incanta e ci opprime. È il peso della leggerezza, l’insostenibile leggerezza, di cui non possiamo fare a meno. Concetto, questo, che trova pieno sfogo nelle relazioni umane: la persona leggera troverà nel suo complementare un essere concreto e razionale e, viceversa, il peso tenderà ad inseguire personalità inconsistenti e svolazzanti.
 
Ora, leggendo questo libro non diventerete grandi esperti di relazioni amorose. La vostra vita sentimentale non migliorerà e, anzi, peggiorerà oltre i limiti del consentito perché sarete, oltre che soli, anche più tristemente consapevoli che le leve per far funzionare un rapporto sono infinite e nessuna può essere manovrata senza danneggiare l’altra.
E allora perché leggerlo? Perché il compito di un libro non è dare delle risposte.
I romanzi che preferisco sono quelli che mi ingeriscono nelle loro trame e mi sputano fuori più confusa di prima. Con altre domande, altra voglia di scoprire, di capire. Altra voglia di leggere.
 
Ai più, buona lettura.

Milan Kundera, L’insostenibile leggerezza dell’essere (Adelphi)

Testo e foto di Maria Di Biase, blogger per diletto, contabile per difetto. Su “Start from Scratch” scrive soprattutto di libri, di quelli belli.
http://startfromscratchblog.blogspot.com/

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