Il sortilegio a fumetti

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Perché proprio i comics?

Studiosi e critici della società di massa parlano oggi comunemente dei comics come di «un nuovo rituale religioso», di un’arte «popolare» che avrebbe preso il posto dei paladini e degli eroi più o meno antichi, a suo tempo creati da una multiforme tradizione folcloristica, dal bisogno di conforto, speranza, giuoco, evasione, di simboli magici e ritualistici, di modelli abbastanza semplici e comprensivi da garantire l’identificazione. Ma quello che è più interessante è che tutti, indistintamente, non solo non possono più contestare ai comics il «diritto di cittadinanza» nella cultura contemporanea, ma anzi devono accettarli come una componente indispensabile e decisiva della psicologia dell’uomo-massa.

Roberto Giammanco, Gulp. Il sortilegio a fumetti, da Yellow Kid a Charlie Brown (Mondadori)
Sovraccoperta di Bruno Binosi. Prima edizione ottobre 1965.

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1 commento
  1. cinziarobbiano ha detto:

    importante lo condivido, decisivo mi preoccupa….si continuano a guardare anche oltre i 20 anni, come un appuntamento a cui pare impossibile rinunciare nell’arco della giornata. Mamma a nome di tante 😦

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