Consiglio di lettura: La Storia Infinita

Fronte

Pubblicata in Germania nel 1979 e in Italia nel 1981, “La Storia Infinita” è forse l’opera più famosa del compianto Michael Ende. Fu portata sul grande schermo nel 1984 da Wolfgang Petersen, artefice di un film indimenticabile che non ha mancato d’innescare per ben due volte l’ormai noto meccanismo del “sequel”. Per inciso: non mi stupirebbe se, in un prossimo futuro, un Peter Jackson qualsiasi decidesse di riproporlo con l’ausilio delle nuove tecnologie cinematografiche.
Le vicende narrate dal romanzo riguardano un bambino di circa dieci anni, Bastiano, orfano di madre e vittima di bullismo da parte dei compagni di scuola; un giorno il ragazzino finisce per caso in una libreria deserta e si mette a spiare l’anziano proprietario, intento a sfogliare uno strano libro; appena il vecchio si allontana, Bastiano afferra il misterioso volume e corre a nascondersi nella soffitta della scuola, per leggerlo al riparo da tutti. Non ci metterà molto ad accorgersi di aver rubato un libro molto speciale…
Detto questo la pianto con il riassunto e con i dati storici, reperibili in rete con un paio di click.

“La Storia Infinita” è senza dubbio un romanzo per ragazzi, dal momento che appartiene al genere fantasy e che i suoi protagonisti sono poco più che bambini.
Eppure io lo ritengo un libro notevole anche per gli adulti, perché contiene troppe sfumature per considerarlo soltanto un’elaborata favola della buona notte.
Sì, d’accordo, come tutte le opere di questo tipo può far rivivere il fanciullo che è in noi.
Sì, d’accordo, ci rammenta l’importanza della fantasia; bella forza, la storia si svolge nel Regno di Fantàsia, non serve leggerlo per capirlo, basta conoscerne la trama.
E sì, insegna in maniera poetica e toccante l’immenso potere dei libri e della parola scritta, visto che racconta di un ragazzino che si fa prendere a tal punto dalla lettura da entrare a far parte della storia stessa. In effetti si tratta di un vero e proprio metaromanzo, costruito con incredibile raffinatezza e grande sensibilità. Tuttavia se usciamo dal circuito dell’ovvio si percepisce che “La Storia Infinita” è molto altro.
Intanto è un libro da guardare e da toccare.
È stampato in due colori, rosso per la realtà terrestre di Bastiano e verde le avventure ambientate a Fantàsia. I capitoli sono introdotti da capilettera splendidamente disegnati, disposti in rigoroso ordine alfabetico, dalla A alla Z. La copertina rigida è di seta rossa e porta impresso l’Auryn, il prezioso amuleto che realizza i desideri di chi lo indossa. O per lo meno così si presenta l’edizione in mio possesso, ancora protetta dalla sovraccoperta originale, targata Longanesi & C. e datata 1985.

interni storia

Ma soprattutto “La Storia Infinita” è un libro magico e, in quanto tale, richiede adeguate condizioni affinché la sua magia possa manifestarsi a pieno.
Per capire cosa intendo bisogna leggerlo come ho fatto io: all’età di dieci anni, di notte, immersi nel silenzio, con la testa sotto le coperte e una torcia tascabile in mano, magari mentre fuori tempesta. Allora sì, l’identificazione con Bastiano diventa totale; in men che non si dica i confini tra reale e fantastico scompaiono e ci si ritrova davvero a volare tra le nuvole con Atreiu, in sella al buon Drago della Fortuna, per combattere contro l’avanzata del Nulla e salvare dalla distruzione le meravigliose creature che popolano il Regno di Fantàsia.
Persi tra il rosso e il verde dei caratteri si comincia a intuire il significato più profondo della storia. S’inizia a comprendere che la libertà non è fare ciò che si vuole e basta, perché ogni scelta implica un’assunzione di responsabilità. Si scopre che i desideri vanno alimentati con cura, perché ogni desiderio pretende un costo da pagare. S’impara che non si conoscono a fondo le cose finché non si sa attribuire loro il giusto nome. Ci si rende conto che i ricordi sono le tessere del mosaico che ci rappresenta e che senza di essi sarebbe impossibile desiderare alcunché, perché non sapremmo chi siamo.
Sul serio questo è solo un romanzo per ragazzi? No, non lo è. È un libro che ogni ragazzo dovrebbe sperimentare e, proprio per questo, è un libro che molti (troppi) adulti dovrebbero leggere, o rileggere.

Testo e foto di Ella May

Annunci
8 commenti
  1. sabato83 ha detto:

    Wow! Sai una cosa? Mi sa proprio che lo metto in coda tra i libri da leggere, e prima o poi lo farò!

  2. Potremo aprire un sondaggio per capire chi sarebbe il migliore regista per il remake del film: Peter Jackson? Tim Burton? Guillermo Del Toro?

  3. Il film l’ho visto anche con mia figlia. É il momemto di leggere il libro

  4. Anche l’edizione Corbaccio che ho io ha i capolettera e il testo in verde e rosso. Per quanto riguarda la versione cinematografica, pare che lo stesso Ende abbia preso le distanze dal film, dato che esso coincide con la prima metà del libro e lì s’interrompe. Se si vuole godere di una visione completa e fedele al testo bisogna vedere i primi due film uno dopo l’altro. La storia infinita 3, invece, è un seguito, forse solo di home-video, che nulla ha a che spartire con il libro.

  5. pendolo0 ha detto:

    Letto da ragazzina e riletto da “grande”, ricordo bene il testo verde e blu e i bellissimi capilettera. Anche il film fa parte della nostra storia, la colonna sonora penso sia incisa in modo indelebile nelle mie sinapsi e in tutti quelli della mia generazione 😀

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: