Libri in vacanza: Atti osceni in spiaggia

Missiroli_AttiOsceni

“L’eccitazione cerebrale di quei giorni sottrasse sangue alle parti basse. Accantonai ogni interesse sessuale e mi fiondai a casa di papà nei due pomeriggi successivi. Abitava in un bilocale grazioso poco distante da place de la Bastille, mi svelò di averlo acquistato con mamma qualche anno prima come investimento e per le loro fughe amorose. Ricordo le tende turchesi e due pile di libri sopra un tavolo pieghevole. Ci mettemmo lì e parlammo di questo Sartre e della nausea per l’andamento del mondo, lo strutturalismo, la sua fidanzata Simone, la moda di citarlo solo per citarlo. Mi raccontò del Nobel rifiutato e del comunismo, dell’amicizia e dei litigi con Camus. Mi svelò un’ombra sulla morte dell’autore de ‘Lo straniero’: dietro l’incidente d’auto che lo aveva ucciso potevano nascondersi le spie russe. Così in quel Café avevo conosciuto qualcuno più importante di McEnroe?
– Oui.
Amai papà più di sempre. Aveva cinquant’anni, le occhiaie al mento e una dolcezza che mi preoccupava. Era tenero, vivace, un po’ strambo. Era un uomo solo.
Decisi di proteggerlo. Feci un piano anti-isolamento per mio padre e di boicottaggio per Emmanuel. Mamma rimase al centro, si trovò un contraddittorio inaspettato nel suo ometto di mondo. Le dissi che Dio, l’utero e il suo progressismo avevano fatto più guai dei discepoli del futuro. Che la smettessero di bluffare, lei e i suoi cliché di spiritualità che nascondevano la paura della fatica.
– Lo dici perché non hai ancora avuto una donna, Libero.
Aveva ragione, e io lo sapevo. Ma non bastò. – Hai sfasciato una famiglia davanti a tuo figlio, – e mi rintanai in camera.
Quando Emmanuel tornò a casa la trovò che piangeva mentre riordinava la dispensa. Manù venne da me e si prese la sua razione: come ci si sente a soffiare la donna al proprio migliore amico? Batté in ritirata. E io rimasi con il mio Camus stritolato nelle mani.
Prima di dormire uscii dalla mia stanza, Emmanuel guardava la televisione in salotto. Andai in camera di mamma, era rannicchiata sotto le coperte con l’abat-jour acceso. Mi sedetti sul bordo del letto e le diedi un bacio sui capelli, Scusa.
– Scusa tu, Libero.”

Marco Missiroli, Atti osceni in luogo privato (Feltrinelli, 2015)
Vincitore Premio Mondello 2015, Vincitore Premio Letterario Isola d’Elba 2015

Contributo di Tratto d’unione

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11 commenti
  1. Un libro che ho da tempo nella mia “Lista dei desideri”, ora che capisco che è giunto il momento di leggerlo.
    Grazie 🙂

  2. ce l’ho lì, sulla libreria, in prestito da un’amica. ancora però non mi è scattato il “la”. è uno di quei casi in cui la copertina (molto “furba”) mi respinge.

    • Anche a me non piace. Vista da vicino poi è peggio, causa un indizio di ciuffo peloso all’incrocio delle perpendicolari…

      • Meglio allora non vederla da vicino. La tua foto ha il pregio del vedo/non vedo/intuisco

    • Avanzando nella lettura scopro che il protagonista, durante una visita al MoMA di New York, ammira una foto scattata nel 1967 da Erwin Blumenfeld. Si tratta della foto utilizzata dall’ufficio grafico di Feltrinelli per la copertina del libro…

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