Gli anni… in vacanza

anni

“Tutte le immagini scompariranno.

la donna accovacciata che, in pieno giorno, urinava dietro la baracca di un bar al margine delle rovine di Yvetot, dopo la guerra, si risistemava le mutande con la gonna ancora sollevata e se ne tornava nel caffè

il volto pieno di lacrime di Alida Valli mentre ballava con George Wilson nel film L’inverno ti farà tornare […]

sul palco di un teatro all’aperto, la donna rinchiusa in una scatola che alcuni uomini avevano trafitto da parte a parte con lance d’argento – uscitane viva perché si trattava di un gioco di prestigio chiamato “Il martirio di una donna”

le mummie dai merletti sbrindellati che incombevano dai muri del Convento dei Cappuccini di Palermo

il volto di Simone Signoret sulla locandina di Thérèse Raquin

la scarpina su un piedistallo girevole in un negozio della catena André di rue du Gros-Horologe, a Rouen, con quella frase che continuava a scorrerle attorno: ‘cammina bene e cresce bene con Babybotte Bébé’

lo sconosciuto su un treno fermo alla stazione Termini di Roma che, dopo aver abbassato per metà la tendina del suo scompartimento di prima classe, nascosto dalla vita in su, di profilo, si manipolava il sesso per farsi vedere dalle giovani viaggiatrici del treno fermo al binario di fronte, appoggiate coi gomiti ai finestrini […]

tutte le immagini crepuscolari dei primi anni, con le pozzanghere luminose di una domenica d’estate, quelle dei sogni in cui i parenti morti resuscitano, in cui si cammina su strade indefinibili

quelle di Rossella O’Hara che trascina per le scale il soldato yankee che ha appena ammazzato – mentre corre per le strade di Atlanta alla ricerca di un medico perché Melania sta per partorire […]

le immagini reali o immaginarie, quelle che persistono anche nel sonno
le immagini di un momento bagnate da una luce che è soltanto loro

Svaniranno tutte in un colpo solo come sono svanite a milioni le immagini che erano dietro la fronte dei nonni morti da mezzo secolo, dei genitori morti anch’essi. Immagini in cui comparivamo anche noi, bambine, tra altri esseri scomparsi prima ancora che nascessimo, nella stessa maniera in cui ricordiamo i nostri figli piccoli assieme ai loro nonni già morti, ai nostri compagni di scuola. E così un giorno saremo nei ricordi dei figli in mezzo a nipoti e a persone che non sono ancora nate. Come il desiderio sessuale, la memoria non si ferma mai. Appaia i morti ai vivi, gli esseri reali a qyelli immaginari, il sogno alla storia.”

Gli anni, Annie Ernaux (L’orma, 2015)
Premio Strega Europeo 2016

Contributo di Tratto d’unione

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