Donna Tartt sulla spiaggia n. 3

ilcardellino

Incipit
Quand’ero ancora ad Amsterdam, per la prima volta dopo anni sognai mia madre. Ero rimasto confinato nella mia stanza d’albergo per più di una settimana, terrorizzato all’idea di chiamare chicchessia o di mettere il naso fuori, il cuore che fremeva e sussultava anche al più innocuo dei rumori: il campanello dell’ascensore, l’andirivieni del carrello del minibar, persino i campanili delle chiese che scandivano le ore, de Westertoren, Krijtberg, un clangore dai contorni vagamente oscuri, come i presagi di sventura delle fiabe. Durante il giorno me ne stavo sul letto e mi sforzavo di decifrare le notizie in olandese alla TV (impresa impossibile, dal momento che non conoscevo una parola di olandese) e, quando rinunciavo, mi sedevo accanto alla finestra a fissare il canale, il cappotto cammello gettato sui vestiti che indossavo, perché avevo lasciato New York in fretta e furia e le cose che avevo portato con me non erano abbastanza calde, nemmeno al chiuso. Fuori era tutto fermento e allegria. Era Natale, di sera le luminarie luccicavano sui ponti dei canali…

Il cardellino – Donna Tartt, 2013 (Rizzoli, 2014)
Premio Pulitzer 2014

Contributo di Tratto d’unione

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2 commenti
  1. Celo! Ma devo ancora iniziarlo. Bella la foto con la sua diagonale

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