Libri al buio: accetti il rischio?

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Le librerie Feltrinelli propongono i “Libri al buio”. I libri sono incartati e l’acquisto è dettato solo da un commento, un suggerimento, un estratto scritto a mano, credo dal libraio. Probabilmente un’idea mutuata dall’estero.
Naturalmente la frase di presentazione “Non giudicare un libro dalla sua copertina” ha dei risvolti inquietanti per chi si occupa di copertine!

Contributo di Katia Mazzoni

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23 commenti
  1. Eliminata la prima fonte d’attrattiva (la copertina), rimane l’abilità del libraio nello scegliere il giusto estratto o la presentazione più accattivante

    • Se conosci e ti fidi del libraio si potrebbe anche rischiare. Se il consiglio è di uno sconosciuto… ecco farei fatica.

      • Giusto

  2. gianni ha detto:

    Sinceramente? No, non mi fiderei MAI. Copertina o no, visto cosa si vende, rischiare di ritrovarsi tra le mani il 4° di una serie di libri bruttini spendendo 20€ la trovo una tavanata bestiale.

      • gianni ha detto:

        …. avrei paura di un modo di liberarsi dei pacchi! 😀

  3. luca808 ha detto:

    giàggià, certe idee vengono solo perché ne esiste la possibilità. Però, va tenuto presente un altro paio (almeno) di casi: quando la copertina fa proprio schifo, o non c’entra nulla col libro…

  4. Anch’io ho fotografato l’espositore dei libri al buio, ma lo ammetto… non ho osato rischiare! 😛

  5. luca808 ha detto:

    è un po’ il brivido dello show televisivo dei pacchi – quello di Inzigna, o come si chiama – “tiro la busca e vediamo se Iddio è dalla mia parte” (ovvero se Io sto dalla parte di Dio). Appunto, Albinati o Potter? Certo col reader non si può fare.

  6. Io correrei il rischio se solo non fossi completamente devota al kobo!

  7. io sposo il commento in chiusura di questa pagina http://www.ryo.it/2016/07/19/libri-al-buio-feltrinelli/ – con intervista a un commesso feltrinelli sui “libri al buio” (che ne spiega i meccanismi e riconosce la non originalità dell’idea): «Alcune di queste recensioni sono anche molto belle ma il rischio che ti capiti un libro di Fabio Volo è troppo alto. Mi avvalgo della facoltà di scegliere!»

  8. L’idea credo sia puramente di business. Non so voi, ma il titolo, l’autore, la ristampa, l’editore e le note sull’autore secondo me sono fondamentali. Mi permettono di collocare o meno l’opera in un certo contesto e creare la gradazione di feeling con essa. Nascondere la copertina, ok, ci può stare (ogni edizione/ristampa cambia copertina del resto), ma affidasi ad una mano sconosciuta che ti vuol dire “questo fa per te: compralo!” mi pare eccessivo. Del resto dopo qualche errato incauto acquisto, forse la formula “fidati ciecamente di me” prenderà la strada del declino.
    Tutti d’accordo che l’idea si basi completamente sulla relazione di fiducia tra persone… cosa che nelle librerie multinazionali di oggi mi pare un ossimoro. Se invece nella tua libreria di fiducia conosci il/la librario/a, beh allora non serve nascondere la copertina, tanto ci parli volentieri lo stesso e ti fai consigliare.

  9. Astralla ha detto:

    Però come idea a me non dispiace… si potrebbero scoprire delle perle, non nascoste dallo specchietto per le allodole della copertina!

  10. roberta ha detto:

    Io ho rischiato. E devo dire che il libro è niente male. 12€ spesi bene ✌

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