In Busta Chiusa: lettera S, di CRT 2

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Lettera S come Santità
di CRT 2

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Santità

SANTITÀ, noi Cartaresistenti, poveri e umili peccatori vorremo farLe una domanda: cos’è la Santità e come riconoscerla in un’epoca come la nostra?
Noi, sinceramente, Le vorremo porre questa domanda non perché pensiamo sia utile, né perché ce lo hanno suggerito, né potremo dirLe per sperare di avere una qualche Sua risposta esaustiva. Ma perché dal nostro punto di vista pensiamo sia molto ma molto difficile poter identificare Santità a numeri e percentuali, parole, regole assolute, digiuni, sacrifici, miracoli d’altri tempi spariti dalla circuitazione di un pensare logico e dal comune agire.
A questo punto SANTITÀ, non ci resterebbe che tentare una possibile e personale via d’indagine “provare con i dati di fatto”. Ma quali sono i dati di fatto per riconoscere Santità in un mondo assai confuso nei giudizi? Soprattutto, tendente a non rimetterci nel porsi un pensiero in più che tormenti l’animo? Troppe domande per dare un senso alla nostra domanda.
Sta di fatto che se esiste, la Santità potrebbe non essere visibile in questo momento storico se non andando a scovarla lontano dalle distrazioni in luoghi oscuri, freddi, separati, protetti, in cui il silenzio e i disagi per il corpo sembrano necessari come un tempo, dovendo forzatamente fare i conti con sé stessi. Ma anche qui: le visioni potrebbero andare al rialzo falsando giudizi sulla vera Santità? 
A noi sembra che in letteratura il termine Santità sia sinonimo di onestà, pulizia d’animo, disponibilità, candore, caratteristiche oggi difficilmente tracciabili nei sentimenti, negli affari, negli atti del vivere, anzi il nostro dubbio SANTITÀ, è che queste qualità non siano oggi proprio ricercate, né esaltate, nemmeno insegnate. Quindi è da escludere sia facile riconoscere la qualità che stiamo cercando usando aggettivi qualificanti d’altri tempi, anche perché diciamocelo: non conviene!
Ma poi diciamocelo ancora una volta: di vita c’è né una sola per giunta anche breve, perché mai dovremo fermarci a riconoscerla questa Santità? Peggio ancora, perché perdere del tempo per capire cos’è?!
Ricerca inutile? O è forse qualcos’altro che va cercato per riconoscere Santità?
Ci permetta SANTITÀ una piccola indagine sul genere: nell’astrazione biblica i Santi sono tali dopo una vita di martirio, nella sostanza ci par di capire, sacrificano se stessi per salvare l’una o l’altra cosa se non altre persone. Immolatisi per cause a prima vista sconosciute hanno riportato sul proprio corpo segni indelebili come fossero stigmate. Qualcuno ha pianto lacrime di sangue, altri si sono espressi con intelligenza e linguaggio teologico a 5 anni, molti sono stati lapidati per avere predicato che l’assoluto esiste in modo assoluto, ribadito senza altra ragione per vivere… e ancora c’è chi prende ordini sicuri dalla Madonna. 
Detto questo potremo ora indagare, se Lei ce lo permette, l’ingenuità come caratteristica umana non intaccata dai sette peccati capitali usati per vivere, e scoprire che l’ingenuo, adulto o bambino che sia, fa cose che a prima vista giudicheremo insensate cioè prive del ben che minimo pudore né ripensamento, le fa e basta magari con il sorriso sulle labbra. E quando questo fare non danneggia ma dà conforto potremo associarlo a una qualche forma di Santità? Inducendoci ad una sorta di stupore a cui non si sa dare intellettualmente una risposta?
Ci sarebbero poi altre domande a cui facciamo fatica a dare una risposta e per questo, forse, abbiamo deciso di indirizzarLe questa lettera.
Ma è ancora poco per l’epica che la parola Santità suggerisce storicamente, Lei non crede? Ancora poco perché porta con sé un mondo di regole e pensieri astratti di difficile comprensione. E non possiamo pretendere di avere dei professionisti della Santità, autorizzati non si sa da chi o da cosa a imporre le mani, buttare il “cuore sacrificale” su ogni questione se non predicare la propria autorevolezza terrena nella gestione dell’argomento. Oppure no?! Oppure i professionisti ci sono ma se ne guardano bene dal dichiararsi, perché, almeno, il mistero qualcosa ancora vale in questo mondo difficile.
SANTITÀ, ci scusi per aver portato fin qui il ragionamento senza guida divina, ma le vogliamo dichiarare in piena responsabilità che probabilmente ci siamo fatti l’idea che la Santità biblica potrebbe essere stata sostituita oggi dalla spontanea convinzione del fare e dire cose costruttive, credendo di poter fare e costruire ancora di più senza voler nulla in cambio.
E sotto questo punto di vista, escludendo i furbi, ci stiamo chiedendo: chissà quanti sono i Santi in circolazione?!

Aspettando una Sua gentile risposta a questa nostra, ci fa piacere inviarLe il nostro più sentito affetto perché da quando c’è Lei che fa da tramite tra noi e l’Altro, le cose sono più chiare e comprensibili anche per noi umili peccatori.

I Cartaresistenti

In Busta Chiusa n. 19, un progetto di Cartaresistente
Lettera S di CRT 2
Illustrazioni di Davide Lorenzon

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7 commenti
  1. lois ha detto:

    Come non essere d’accordo con la vostra “etimologia” moderna di Santità. La correttezza, la concretezza e poche cose ancora, sono certo ne definirebbero la moderna chiave di lettura. Forse andrebbe anche un po’ limato il termine e sostituito, la Santità, quella pura la lasceri al passato a quei martiri che avete citato!
    PS Secondo me per la sua correttezza d’animo, papa Francesco, se venisse a conoscenza della vs missiva, invierebbe anche la risposta! …è una questione di “Santità” non concessa a tutti!

  2. Sui dizionari pubblicati nei prossimi anni “Santità” sarà sinonimo di Papa, con una nota ad un antico significato ormai desueto

  3. per associazione di idee, il concetto ambiguo di santità mi ha fatto tornare in mente un “adagio” sul (poco) senso della dogmaticità di alcuni aspetti della fede (ma forse ve l’avevo già postato tempo fa): «Il cattolicesimo è credere che uno zombie ebreo cosmico, che era il suo stesso padre, possa farti vivere in eterno se simbolicamente mangi la sua carne e telepaticamente gli comunichi che lo accetti come Signore e tua guida, così puo’ rimuovere dalla tua anima una forza maligna che è presente nell’umanità a causa di una donna-costola che è stata convinta da un serpente parlante a mangiare il frutto di un albero magico. Ha perfettamente senso.»

  4. cinziarobbiano ha detto:

    Mai ambito alla Santità, ho sempre preferito qualcosa meno. Tra Regina e Principessa avrei scelto Principessa. Ma per fortuna sono una qualunque che si sforza quanto più possibile di essere umana, nel senso migliore e più esteso del termine. Chissà, in un futurissimo prossimissimo venturissimo, può darsi che sui dizionari a venire avrà sostituito il Papa, ormai desueto

  5. Grazie a tutti i Cartaresistenti che hanno scritto un commento al post di oggi… difficile dire o disquisire di più sull’argomento. Sarebbe bello che Francesco rispondesse con parole sante alle domande espresse, ma non ci contiamo molto e quindi continueremo a porci in modo critico e molto personale difronte a presunta o dichiarata santità.
    Un modo per restare liberi di esprimere un pensiero.

  6. Correttezza, concretezza e santa pazienza; meno ciance alla radio e TV. Più comprensione e apertura..

    Bella lettera da inviare

    Grazie

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