Il libro come copertura

Qualche anno fa (ma nel web il fluire del tempo si annulla e tutto con un clic torna presente e disponibile) in un post su CRT almanaccavo sul libro come cornice che inquadra il paesaggio circostante (cioè il paesaggio fa da cornice al libro).

Vorrei ora aggiungere qualcosa su una sua funzione opposta (basta rovesciare i rapporti et voilà), quella di schermo. Quando si legge (o si finge di leggere) per meglio osservare altre persone. In treno, in sala d’attesa, in un bar, e così via. Tenere un libro davanti giustifica in ogni momento il nostro alzare gli occhi, per una piccola deriva che può essere una forma d’apprezzamento (o di noia) per il testo, per prendere una pausa dalla lettura, riflettere su una frase appena letta o seguire il fantasma di una suggestione, il volo effimero di una distrazione. Spesso anche per osservare, come dal davanzale di una finestra (perché “sono qui in casa mia, questo palco mi spetta di diritto e nessuno me ne può scacciare”), cosa fanno o come sono le persone che passano o siedono di fronte a noi (ottima la metro e i vecchi tram arancioni di Milano). Nel caso odierno sul traghetto Palermo-Livorno, di ritorno dalla vacanza pasquale, osservo con piacere una famigliola francese. Abbiamo passato la notte sui divanetti del ponte, sdraiati a dormire e ora a ingannare il tempo, loro vivendo questo viaggio, genitori e ragazzine, io col naso ficcato dentro un libro e fuori dalla finestra (le onde e tutta questa materia liquida su cui navighiamo m’inquietano come i riflessi psichici del mare di Solaris). Ieri sera la piccola guardava qualcosa con cuffie grandi sul portatilino rosa, la più grande scriveva sul suo diario, mamma leggeva 1984 e babbo la rivista Capitàl – mica male). Io leggevo l’Alvarez della foto, che mi spiega le età geologiche dell’Italia e della Terra stando in mezzo al mare. Et voilà.

Walter Alvarez, Le montagne di San Francesco (Fazi)

Contributo di Luca Vitali

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3 commenti
  1. A me capita spesso di usare il libro come schermo, ci si sente al sicuro nel guardare il mondo da dietro alle sue pagine

  2. luca808 ha detto:

    per guardare il mondo, giusto. Un po’ come la croce per scacciare il diavolo…;-)

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