Le fitte di Ramarro (n. 9): Orfanzia

Athos Zontini, Orfanzia (Bompiani)

“Non si tratta di cure, ha detto, questo bambino non vuole diventare grande.”

Steso sul lettino di Procuste dell’analista, gli racconto il rapporto con i miei genitori. La delusione e la vergogna quando hanno capito che non sarei mai stato un supereroe come loro. C’hanno provato con le buone. Poi, con interi set di mazze da golf, vecchi souvenir dell’Inquisizione e passatempi con cui i militari di qualche paese sudamericano erano soliti ammazzare il tempo. Ma più ci davano dentro, più mi facevano pentire quotidianamente di essere nato, più il sottoscritto andava in overdose di acquolina in bocca. E giuro, anche io c’ho provato. Ho tentato di essere come mi volevano, di renderli orgogliosi di me. Da grande, ho catturato qualche supercattivo di provincia, ho rincorso scippatori di voucher, traumatizzato giunture di promettenti pervertiti. Ma niente, non c’era verso. I miei tentativi di espiazione non duravano più di un eiaculatore precoce a un raduno di pornostar. Io sono fatto di tutt’altra pasta e i miei genitori avrebbero continuato a tarantolarsi in eterno nella bara.
L’analista mi chiede se la cosa mi fa soffrire.
Comincio a ridere.
Rido fino a dislocarmi le mascelle.

Le Fitte n. 9
testi di Alessio Schreiner,
disegni di Gianluca Maconi
con la collaborazione di Giuseppe Palumbo

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: