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CARTA BIANCA

iodicez

Portava i capelli corti, un taglio da uomo che si faceva fare espressamente da un barbiere del Panier, rue de l’Evêché, accanto al forno della grossa signora marocchina, dove da bambina rubava le navettes all’anice, Marsiglia, città di gente libera e di capelli liberi, fino all’età di vent’anni non li aveva lasciati crescere. Una come Meli, quando la incontravi, ti dava l’idea di una corsa in autostrada, a bordo di una piccola auto brillante, sorpasso a destra, musica a tutto volume.

Frank Iodice, Un perfetto idiota (Edizioni Il Foglio)

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