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Microstorie dall’iPad / Focal Point

Io continuo a chiamarti ma tu non rispondi, legato mentalmente al tuo carattere risoluto.  Ma credi a me: sei cane alla catena!

Quanto irriti i sensi quando pensi che vuoi un tuo posto nel posto in cui sei finito, sfinito dalla lotta quotidiana del fare quel che devi.

Non ti ci ritrovi, vero?  Non hai più anima, lo sai? Non respiri, per l’ansia? Non… ti basta e respingi lontano le cose migliori subendo gioco forza le peggiori scelte che ti soffocano, ma sei nel classico e dentro ci stai al caldo nascosto.

Si, non c’è dubbio: sopravalutato in tutto e non vali neanche la metà di quello che vorresti e dunque, contrasti con questi atteggiamenti perché combatti l’inerzia.

Per vivere ci vuole ben altro e quindi considero che tu anche se non vuoi e non sembra, sei morto, ed è ormai certo: sei morto da ometto!

FP n. 232 – Testo di Vittoria Selenia
Foto di Filippo Maria Fabbri

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Questo posto è pieno di treni con dentro chi scavalca sospeso il tempo d’attesa.

Giornimesianni di fermate da dirigere nella rincorsa dell’arrivare dentro a luoghi che ti aspettano da qualche parte.

Le distanze disgrazia rubano i momentiminutiore di vita tra una parola e l’altra stampata su carta.

La geografia non definita del paesaggio incompiuto, quasi liquido denso che scorre dentro a finestrini sigillati spinge gli sguardi assenti ad amalgamarsi.

Ci si abitua, ci si plasma, ci si rassegna spinti dalla necessità, recuperando responsabilità e negando di sé altre forme del destino solo immaginate prima del treno.

Qui, anche i mitieroidivinità aspettano leggendo di essere trasportati in un altro posto lontano da sé, dentro a storie narrative che qui vagano sonnolente.

FP n. 228 – Testo di Vittoria Selenia
Foto di Filippo Maria Fabbri

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