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Ritratti dal Calvino

Alessandro Calabrese è un venticinquenne emiliano; aspetto un po’ rude, temperamento passionale, atteggiamento sorridente, voce calda e profonda. Neolaureato in Letteratura, allenatore di una squadra giovanile di rugby, bracciante al bisogno nell’azienda agricola familiare. Viene da chiedersi se ci sia qualcosa che non sappia fare.
Irrimediabilmente contaminato dalle più peccaminose sonorità Rock e Metal, ha scritto un testo intriso di musica e riflessioni, il cui stile diretto e apparentemente lineare rivela il grande pregio di saper scegliere sempre il ritmo più intonato alla narrazione.
Con il suo primo romanzo, intitolato “T-Trinz”, è arrivato dritto in finale alla 29° edizione del Premio Italo Calvino, dimostrando a sé stesso che quando ci si mette sa fare bene pure lo scrittore.
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Valerio Callieri è un tipo che rimane impresso: il sorriso un po’ sospeso, lo sguardo diretto e l’espressione oscillante tra lo svagato e l’attento che porta a chiedersi cosa stia vedendo mentre guarda il mondo.
Classe 1980, nato e cresciuto a Roma e dintorni, ha deciso di assecondare la sua vocazione di scrittore durante un ricovero ospedaliero che lo ha costretto a fermarsi e a fare i conti con la sua passione di sempre. Quando non scrive, legge; quando non legge, corre. Si definisce “la banalità fatta persona”, ma lui è tutto fuorché banale e il suo esordio ne è la dimostrazione più lampante.
Vincitore (in ex aequo con Cristian Mannu) della 28° edizione del Premio Italo Calvino, è arrivato per direttissima alla Feltrinelli, che lo scorso 12 gennaio ha pubblicato il suo Teorema dell’incompletezza. L’opera prima di Valerio è un romanzo teso e toccante, in bilico tra giallo e noir, intriso di storia, sostenuto da una raffinata immaginazione, ricco di sfumature che compongono (e ri-compongono) uno dei volti più sofferti dell’Italia appena passata e, speriamo, tutt’altro che dimenticata.
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Simona Rondolini è nata nel 1970 a Perugia, dove vive tuttora. Si è laureata in Filosofia, in qua e là ha scritto racconti e fino al 2010 ha lavorato nell’attività commerciale di famiglia. Quando ha ripreso a scrivere, ha terminato un romanzo dormiente e l’ha inviato alla XXVI° edizione del Premio Italo Calvino, ritrovandosi finalista con tanto di menzione speciale della Giuria. Il romanzo è stato pubblicato da Elliot nel 2014 con il titolo Dovunque, eternamente e l’anno successivo è stato segnalato alla XVII° edizione del Premio Città di Cuneo per il Primo Romanzo.
Nell’agosto del 2016 ha pubblicato La stanza di Amelia, di nuovo con Elliot.
Quando non scrive legge, ascolta musica, corre o cammina, accarezza gatti raramente consenzienti, va al cinema e sforna muffin. Gli unici profili che ha sono il destro e il sinistro. Non ha uno smartphone e si ostina a preferire i romanzi alle serie tv.
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Nata a Messina nel 1973, Carmela Scotti è una donna dalle mille sfaccettature che passa con disinvoltura dal pizzo chiacchierino alla cronaca nera, senza disdegnare profumate incursioni nel mondo della pasticceria. All’età di diciotto anni se n’è andata di casa per trasferirsi a Palermo, dove si è mantenuta facendo un’infinità di lavori, dalla commessa alla bibliotecaria, dall’insegnante di fotografia in una struttura per disabili mentali all’operatrice telefonica per le vecchie linee erotiche 166. Oggi è una splendida neomamma che vive in Brianza e che lavora per i settimanali Cronaca Vera e Tu Style.
Il suo primo romanzo ha meritato l’ingresso nella rosa dei finalisti nella ventisettesima edizione del Premio Italo Calvino, piazzamento che l’ha condotta fino alla pubblicazione con Garzanti, all’interno della collana Narratori Moderni. Con L’imperfetta, Carmela ci trascina in un mondo arcaico e misterioso, capace di grande dolcezza e di opprimente violenza, raccontato con un linguaggio potente e sincero che, in un modo o nell’altro, sa lasciare il segno sulla pelle dei lettori.
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Può succedere a chiunque, in qua e là nella vita, d’imbattersi in persone particolari, persone che magari non fanno nulla di eccezionale, eppure sanno rendere speciale tutto ciò che fanno.
Martina, a soli ventiquattro anni, è senza dubbio una persona così.
Lunigianese per nascita e milanese d’adozione, ha scelto di dedicarsi alle lingue e alle culture dell’Asia orientale, approfondite e vissute attraverso svariati viaggi che l’hanno portata a vivere per un intero anno a Taiwan.
Ma la sua inesauribile passione non si limita certo allo studio; Martina coltiva mille interessi diversi, tra i quali la scrittura riveste un ruolo di primo piano. Lei scrive da sempre, fin da bambina. E si sente.
Il romanzo con cui ha partecipato alla ventinovesima edizione del PIC, intitolato semplicemente Branchia, ha infatti ottenuto una meritatissima menzione speciale della giuria. Il suo testo, affascinante e profondo, dimostra una rara conoscenza dell’animo umano, sostenuta da una sensibilità talmente matura da spiazzare il lettore.
Branchia, sospeso tra realtà e fantasia, sa incantare e stupire, perché ci racconta con intensità toccante ciò che si agita al di sotto della superficie.
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Giuseppe Imbrogno è un progettista sociale milanese che coltiva da tempo un tenace rapporto con la scrittura.
Ama il tennis, le serie TV di David Simon, i film di Werner Herzog e i libri di Carrère.
Durante gli studi ha vissuto per due anni in Germania, dopodiché ha lavorato nel marketing e infine è approdato al no profit, settore in cui oggi lavora.
La Giuria della 29° edizione del Premio Italo Calvino ha conferito al suo romanzo, intitolato Il perturbante, una menzione speciale meritatissima; utilizzando uno stile moderno e suggestivo, Giuseppe ha infatti costruito un romanzo molto particolare e praticamente perfetto, in grado di mostrarci come le nostre vite siano ormai connesse alla rete e quanto siano arrivate a coincidere con essa. La storia che ci racconta potrebbe riguardare chiunque ed è proprio per questo che il suo testo risulta magnetico e inquietante. Uno degli aspetti più sorprendenti del Perturbante è senza dubbio il linguaggio preciso, tecnico e ricco di neologismi, punto di forza così rilevante da meritare la selezione per l’edizione 2016 del RicercaBo, prestigioso laboratorio dedicato alle nuove scritture che ogni anno punta i riflettori sui più innovativi talenti del nostro panorama letterario.
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