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GIOCHI E CONCORSI

Dalla quarta di copertina
Scritto quasi solo al presente, come se passato e futuro fossero temporaneamente sospesi, Ognuno potrebbe è il rimuginare sconsolato è comico di un vero e proprio eroe dell’insofferenza. Un viaggio senza partenza e senza arrivo che tocca molte delle stazioni di una società in piena crisi nella quale la morte del lavoro e della sua potenza materiale ha lasciato una voragine che il narcisismo digitale non basta a riempire.

Michele Serra, Ognuno potrebbe (Feltrinelli Universale Economica)

Foto di Katia Mazzoni

jolly

La lettura da bambina era una fatica, quella di interpretare parole, unirle in frasi, capirne il senso. Tardi, da adolescente, ne ho scoperto il piacere. Prima c’erano gli albi illustrati sugli animali, i fumetti di mio padre, bonelliano, e Il a Jolly dei Ragazzi, con Atomino, cicerone in un viaggio tra scoperte, invenzioni, tecniche, creazioni, giochi… Così si presentava in prima pagina:
“Mi chiamo Atomino e sono un atomo, il più straordinario atomo che esista al mondo. […] Posso fare tutto: sviluppare elettricità, calore, onde magnetiche, e se mi arrabbiassi diventerei… Una bomba,
Ma io sono un atomo pacifico che ama la scienza vera, quella che aiuta gli uomini a vivere meglio. Sono nato propio per questo scopo, con grande delusione di chi voleva destinarmi ad altri usi”

Marcello Argilli (testo), Vinicio Berti (disegni)
Il Jolly dei Ragazzi (Fabbri, 1977)

Contributo di Katia Mazzoni

pinocchio-carta-resistente

“Allora entrò in bottega un vecchietto tutto arzillo, il quale aveva nome Geppetto; ma i ragazzi del vicinato, quando lo volevano far montare su tutte le furie, lo chiamavano col soprannome di Polendina, a motivo della sua parrucca gialla che somigliava moltissimo alla polendina di granturco. Geppetto era bizzosissimo. Guai a chiamarlòo Polendina! Diventava subito una bestia e non c’era più verso di tenerlo.”

Le avventure di Pinocchio
Carlo Collodi 1881
Edizione R. Bemporad & figlio, 1934
Disegni di Attilio Mussino

Contributo di Chiara Lorenzetti

piccolilibri

Piccoli Grandi Libri
I più bei libri per ragazzi

Questa volta più che mai c’è bisogno di una spiegazione. Il titolo per forza di cose deve essere sintetico e senz’altro non riassume tutto quello che ci potrebbe stare in questo gioco di CRT.
Premesso che un bel libro non ha età, vogliamo chiedervi: qual è il libro per ragazzi che ti ricordi più volentieri? Quello che non hai mai letto? Quello che hai letto da adulto? Ma anche quello che non trovi più perché relegato in soffitta o peggio ancora, smarrito!
Come sempre ci molte possibilità, e la categoria “Libri per ragazzi” le moltiplica: dai libri per l’infanzia a quelli scolastici, dai classici ai primi libri acquistati, dagli albi illustrati fino al fenomeno editoriale più importante dell’ultimo decennio, quello dei giovani adulti (Young Adults). Insomma, da Cappuccetto Rosso a Harry Potter, dai libri di Munari a quelli di Roal Dahl o Bianca Pitzorno, la scelta ci sembra infinita. E poi, se vogliamo dirla tutta, sono i libri di carta per eccellenza, quelli più belli, quelli più curati per materiali e qualità di stampa: very CRT!
Il concorso inizia oggi e si chiude il 15 dicembre 2016: i premi per i vostri contributi fotografici, con eventuale citazione o ricordo, che riceveranno più “mi piace” non potranno che essere dei libri per ragazzi, e la maglietta di CRT (se già non l’avete).

ilcardellino

Incipit
Quand’ero ancora ad Amsterdam, per la prima volta dopo anni sognai mia madre. Ero rimasto confinato nella mia stanza d’albergo per più di una settimana, terrorizzato all’idea di chiamare chicchessia o di mettere il naso fuori, il cuore che fremeva e sussultava anche al più innocuo dei rumori: il campanello dell’ascensore, l’andirivieni del carrello del minibar, persino i campanili delle chiese che scandivano le ore, de Westertoren, Krijtberg, un clangore dai contorni vagamente oscuri, come i presagi di sventura delle fiabe. Durante il giorno me ne stavo sul letto e mi sforzavo di decifrare le notizie in olandese alla TV (impresa impossibile, dal momento che non conoscevo una parola di olandese) e, quando rinunciavo, mi sedevo accanto alla finestra a fissare il canale, il cappotto cammello gettato sui vestiti che indossavo, perché avevo lasciato New York in fretta e furia e le cose che avevo portato con me non erano abbastanza calde, nemmeno al chiuso. Fuori era tutto fermento e allegria. Era Natale, di sera le luminarie luccicavano sui ponti dei canali…

Il cardellino – Donna Tartt, 2013 (Rizzoli, 2014)
Premio Pulitzer 2014

Contributo di Tratto d’unione

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