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Un libro sotto l’albero

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Si chiudeva ieri il concorso di CRT “Un libro sotto l’albero” e abbiamo lasciato la giornata di oggi per esprimere le ultime preferenze. Ma ora possiamo proclamare il vincitore: il post più votato e commentato dai nostri lettori è stato quello di Marta, con la sua lista di libri.

Anche in questa nuova premiazione tutta in libri, Cartaresistente con forma mentis protesa a ringraziare i partecipanti, ha selezionato un secondo vincitore che non riceverà il libro desiderato, ma una nostra accurata selezione natalizia e se il vincitore è dichiarato e visibile a tutti, la scelta di CRT resta una sorpresa, un premio fedeltà.

E ora una piccola ma sentita confidenza: quando abbiamo lanciato “Un libro sotto l’albero” abbiamo incrociato le dita perché le nostre previsioni portavano a dirci che avremo fatto fatica a trovare spazio di pubblicazione per tutti i post che sarebbero arrivati. Siamo degli inguaribili ottimisti e l’immaginazione ci aveva suggerito che li fuori esistono mondi di lettori pronti a desiderare libri di cui hanno sempre rimandato l’acquisto. Ma non è così, o non è così in questo caso… non va così nella realtà? CRT evita la famosa frase fatta “pochi ma buoni” per giustificare che si, si legge, ma appunto perché si legge si decide anche cosa leggere e prima o poi lo si acquista per leggerlo. Si, ok il regalo, ma appunto perché è un regalo non siamo tenuti a esprimere un desiderio e poi la sorpresa che viene annullata da una gara a punti… e via di questo passo.
Quanti siete e come la pensate sul leggere per poi scrivere lo stiamo scoprendo giorno dopo giorno in Cartaresistente (un appuntamento quotidiano per molti di voi), ma ovviamente vorremo che foste anche di più, raddoppiando o triplicando il nostro essere degli inguaribili ottimisti.

Grazie ai partecipanti e buona lettura a tutti in questi giorni di festa.

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Questo è il libro che vorrei. La motivazione? Come per certe fotografie davvero belle così non servono le parole. Le uniche che mi sono venute in mente, se cerchi bene, le trovi da qualche parte nella foto. Non sarebbe bello, ogni tanto, digitare su Google le risposte al posto delle domande? Le domande, quelle, alcune, meglio lasciarle lì, con il loro punto interrogativo. Tranne questa: vincerò io?

Vivian Maier, Self-Portraits (powerHouse Books)

Desiderio di Marta M.

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Mi dispiaceva mancare a “Un libro sotto l’albero”, così ho rimediato. Un po’ in extremis se vogliamo, ma, beh, eccomi. Ci sono anch’io.
Il punto, per quanto mi riguarda, sta nel fatto che sono una compratrice compulsiva. Se mi piace un libro, cerco di averlo subito. E l’urgenza di leggerlo scalza via tutte le classifiche impostate precedentemente. Quindi scrivo e invio questo post in fretta in fretta, prima che trascorra l’ora di pranzo di una domenica prenatalizia che, in quanto tale, mi permetterebbe di trovare più di una libreria aperta e far sfumare il proposito.
continua a leggere

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Natale è tempo di regali. C’è un viaggio che sogno, che ho fatto a pezzi tra loro scollegati: Polonia e Repubblica Ceca. Il Maramures era in programma ma la vita ci ha imposto uno stop. Lo fece in anni giovanili Patrick Leigh Fermor: partì dall’Olanda per raggiungere Istanbul. Lo fece camminando, senza fretta. Come piace a me. Osservando la natura, parlando con le persone. Lo fece in anni d’oro per quella parte del mondo, la metà degli anni Trenta.Tra chiese di legno, zingari, pane integrale, favolose biblioteche e molto altro.
Del resoconto del suo viaggio è uscita la seconda parte “Fra i boschi e l’acqua”, continuazione di “Tempo di regali” che già ho.
Sarà la mia guida, io che nei viaggi cerco atmosfere per lo più perdute e la lettura mi aiuta a ricostruirne il fascino. Il mondo globalizzato lentamente svanisce, torna il passato, tornano i popoli cancellati, le culture. È il mio viaggio nel tempo, rimanendo a casa. Come la bimba della scatolina russa sognerò ad occhi aperti: in attesa del viaggio, quello vero.

Patrick Leigh Fermor, Fra i boschi e l’acqua (Adelphi)

Desiderio di Cinzia Robbiano

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Una raccolta di fotografie i cui soggetti vengono colti nell’apparente follia che contraddistingue i comportamenti fuori dall’ambiente quotidiano. Uno sguardo tristemente ironico e nello stesso tempo dolce in cui la sovrapposizione degli elementi crea situazioni solo apparentemente surreali.
120 fotografie che compongono un affresco della società inglese , la sola raccolta in forma di libro di Tony Ray Jones, morto a soli 30 anni di leucemia. Pubblicata nel 1974, due anni dopo la sua morte, documenta l’eccentricità del popolo Inglese.

In vendita a prezzi che variano dalle 400 sterline agli oltre 3.000 dollari!

Tony Ray Jones, A Day Off (Thames and Hudson)

Desiderio di Cinzia Robbiano.

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Ho scoperto per caso Kamisaka Sekka (1866-1942), un artista giapponese ed è stato subito amore per le sue campiture di colore, il suo grafismo essenziale, attualissimo, vibrante e caldo allo stesso tempo. Un’ispirazione alla bellezza.

Qui un pdf per vedere qualcosa in più.

Kamisaka Sekka, Les Herbes de l’éternité (Editions Philippe Picquier)

Testo e foto di Carla Manea

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Il libro che vorrei per Natale è “Shenzhen” di Guy Delisle.
Il desiderio è una infrazione e mezza alle regole: la mezza infrazione è dovuta al fatto che stiamo parlando (io e l’omino del mio cervello, e chi altri?) di un fumetto, l’infrazione grave è che il volume è stato pubblicato prima del 2011.
A mia discolpa posso addurre una pigrizia atavica che mi impedisce di ordinarlo in rete, e il fatto che l’ho cercato senza successo sia a Lucca Comics che nelle librerie e fumetterie della citta’.

Come postulante per la mia stessa causa aggiungo che sono rimasto folgorato dalle tavole originali della storia di Delisle (che erano in mostra a Lucca Comics, quest’anno), non tanto per la qualità del tratto (obiettivamente non la parte migliore del fumetto), quanto per ciò che il canadese racconta, che è esattamente quel che ho provato io in Cina: quello che si vede per strada, quel che ti può capitare se interagisci con le persone, nel libro amplificato dalla distanza temporale che ci separa da quel viaggio di lavoro che Delisle fece nel 2000.

Testo e foto di Barney.

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