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Dentro il libro

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6.a puntata: tempo selvatico

Alcuni anni fa a una conferenza mi capitò di avere un po’ di tempo “libero” e di fare due chiacchiere con Jay Griffiths, una donna vivace e irriverente che gode dell’ambiguità creativa delle parole e che ha il dono di sgonfiare la vanagloria. Jay mi diede una copia del suo libro, Pip Pip: Un’occhiata di traverso al tempo. Leggendo quel libro (a pezzi e in un lungo periodo perché ovviamente non avevo tempo), cominciò ad apparirmi chiaro…

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5. puntata: La questione dei diritti

(…) La situazione cambia quando si ha a che fare con creature non riconosciute dal diritto, che diventano soggetti suscettibili di partecipare a relazioni giuridicamente riconosciute. Se non esiste una misura nel diritto che lo proibisce, una persona potrebbe ad esempio picchiare il cane e restare impunita. Se il diritto non lo proibisce, i vicini non hanno diritti legali di interferire per prevenire la cosa. Anzi, una persona avrebbe il diritto di fare ricorso alla polizia per impedire ai vicini di entrare nel proprio giardino…

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4.a puntata: Prima Parte. Wild Law

Wild law riguarda i modi di essere e di fare, più che la cosa giusta da fare. … riconosce e incarna le caratteristiche del sistema Terra e nel suo ambito esprime la propria esistenza. Come approccio, cerca di promuovere i legami intimi e intensi tra le persone e la natura e anche di approfondire la nostra connessione con l’aspetto più selvatico della nostra natura individuale. Tende a focalizzarsi più sulle relazioni e i processi … che sulle conclusioni finali e le “cose” come la proprietà. Protegge la wilderness, la libertà di autoregolarsi della comunità della vita. Mira a incoraggiare la varietà creativa… apre spazi all’interno dei quali possono emergere approcci diversi e non convenzionali.

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3a puntata: Prima Parte. Camminare “on the wild side”

So che “wild law” suona come un’assurdità – una contraddizione in termini. Il diritto, dopotutto, esiste per legare, costringere, regolarizzare e civilizzare. Le regole della legge, supportate da una forza, sono progettate per ridurre, sfrondare e addomesticare la wilderness del comportamento umano nel contesto di un terreno erboso ben curato e di un’area ricoperta di arbusti del giardino civilizzato. Dall’altro lato “wild”, selvatico e selvaggio, è sinonimo di trasandato, barbaro, grossolano, incivile, eccessivo, imprevedibile, disordinato, incontrollato, non convenzionale, indisciplinato, intenso, violento, incolto e sfrenato. Infatti il “Wild West” del Nord America era descritto come selvaggio proprio a causa del prevalere di una diffusa assenza del diritto.
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2a puntata: Prefazione

«Una nuova corrente di cambiamento, che mai ho avvertito in precedenza, si aggira vorticosa nello Zeitgeist, lo spirito dei tempi, portando con sé voglia di azione, voglia di cambiamenti fondamentali e di reintegrare il genere umano nella Comunità Terra.
…. Qualsiasi cosa sia, il diritto di ciò che è selvatico, il wild law, sta emergendo improvviso su tutto il pianeta…
… nel settembre 2008 il popolo dell’Ecuador ha votato in maniera travolgente un referendum per l’adozione di una Costituzione che riconosce alla Natura diritti di esistenza e di conservazione dei propri cicli, delle proprie strutture, funzioni e processi giuridicamente esecutivi. L’inclusione di questi articoli è stata raggiunta grazie alla cooperazione tra i popoli indigeni che aderiscono all’antico principio della Madre Terra (Pachamama)…»

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Dalla prefazione:

«Questo libro presenta una visione di come potremmo cambiare i si sistemi che strutturano e disciplinano le società industrializzate dominanti del mondo contemporaneo. Ciò è necessario per voltare le spalle al sentiero catastrofico e distruttivo che stiamo seguendo e per trovare un ruolo praticabile alla nostra specie nella Comunità Terra…
… c’è stata una rapida impennata d’interesse verso la vita e l’assetto della società, affinché essa diventi compatibile con la natura invece che volerla dominare.
… futuro al quale quasi tutti aspiriamo …in grado di apportare cambiamenti fondamentali al modo in cui le nostre società vengono legislate, ispirati da una prospettiva che pone la Terra al centro del progetto.
… Gli esseri umani continueranno a violare i limiti e a sconvolgere gli equilibri ecologici fondamentali se non introdurremo dei sistemi di regolazione della condotta umana che assicurino di conformarci alle regole fondamentali della Comunità Terra.» (pp. 9 – 10)

Corman Cullinan, I diritti della natura
trad. di Davide Sapienza,
2012, Piano B edizioni, pp. 261, € 16,90

A cura di Luca Vitali

Cartaresistente, vi presenta oggi una nuova proposta di lettura, che vuole considerare anche i suoi lettori “resistenti”. Con quanta costanza leggete i post? Pochi li leggono sempre tutti, automaticamente avviene una selezione, proprio come si fa sfogliando il giornale: alcuni giorni si ha più tempo, più voglia di godersi la lettura di un post, altri zero.
La proposta è di sperimentare insieme il recupero di un altro aspetto tipico dei giornali (anche se oggi – ingiustamente – un po’ trascurato), la lettura a puntate di un libro. CR però, restando aderente al suo stile, non lo presenterà tutto, ma soltanto per excerpta, proponendo una vola alla settimana un post con le parti più interessanti, i virgolettati, quelle che il lettore munito di matita sottolinea e segna in vari misura (strisce, stelline, asterischi, esclamazioni, fiorellini, punti esclamativi…).
Non sappiamo ancora quanti saranno questi punti/puntate, il libro si comincia ora – dipenderà anche da voi!

A cura di Luca Vitali

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