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Ricordi Mondiali

… il rapporto tra totalità e parti può essere applicato all’organizzazione del gioco di una squadra di calcio. Ne risulta un paradigma che aiuta a capire concretamente le implicazioni filosofiche e sportive di una simile prospettiva.
I giocatori vengono prima della squadra di calcio, senza giocatori una squadra non potrebbe neppure esistere, ma se i giocatori (le parti) nel loro gioco non realizzano se stessi all’interno della squadra (la totalità), questa non potrebbe mai essere vincente ed esprimere la sua primarietà in un gioco irresistibile e vincente.
Elio Matassi in dialogo con Lucrezia Ercoli, La filosofia del calcio (Popsophia – Mimesis)

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Germania 2006
di Katia Mazzoni

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Trattandosi di un gioco, esula non poco da quelli che sono gli schemi classici di una qualsiasi disciplina sportiva, dove i risultati fanno testo anche sotto il profilo tecnico. Nel calcio, qualsiasi risultato offre motivi di discussione, poiché si può sempre parlare di impostazione, di tattica, di mosse indovinate o meno.
(Aldo De Martino – Alfredo Pigna – Bruno Pizzul – Carlo Sassi, Monaco ’74, Casa Editrice Bietti)

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Monaco 74, Olanda – Germana Ovest 1-2
di Riccardo Filippini

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Ecco come uno scrittore del XIV secolo descriveva il gioco con disgusto: “Dei giovinastri, in un passatempo di campagna, sospingono un’enorme palla non lanciandola in aria, bensì percuotendola e facendola rotolare sul terreno, e non con le mani, ma con i piedi. Si tratta di un gioco abominevole alquanto e, almeno secondo il mio giudizio, più plebeo, indegno e inutile di qualsiasi altra specie di gioco, che non di rado ha termine con grave danno e nocumento dei giocatori stessi.”
Chris Brazier, Calcio (Apogeo)

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Italia – Nigeria 94
di Gabriele Baldassari

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Lo scrittore franco-algerino Albert Camus ammise che tutto ciò che sapeva sulla morale umana lo aveva appreso dal gioco del calcio. Maledì la tubercolosi principalmente perché segnò la parola “fine” alla sua carriera da portiere. Qualcosina di buono lo ha combinato comunque: nel 1957 mentre Di Stefano alzava al cielo il Pallone d’Oro, lui vinceva il premio Nobel per la letteratura: non tutti i calciatori mancati hanno avuto lo stesso destino…
Roberto D’Ingiullo e Federico Floris, Un calcio alla storia – I calciatori e il Novecento (Galassia Arte)

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Mexico 1970
di Gianni Della Cioppa

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Ebbene, caro lettore, ora resti solo tu da convincere. Se ti piace il calcio, lascia da parte la paura delle lettere, e se ami la letteratura non credere che il pallone sia un oggetto sinistro. Se ti piacciono tutti e due, cosa puoi chiedere di più di questa raccolta?
AA.VV., Cuentos de fùtbol (Piccola Biblioteca Oscar Mondadori)

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Argentina 1978
di Fernando Ambrosi

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