Claudia Cautillo, nata e cresciuta a Roma, è di sicuro una donna sorprendente; minuta, elegante, sorridente. A vederla così, ci si aspetterebbe qualcosa di “politically correct”, invece lei ti guarda dritto negli occhi e ti mette in mano un libro spiazzante come Il fuoco nudo.
A conoscerla meglio, si capisce che invece c’era da aspettarselo. In fondo ha avuto il coraggio di fare qualcosa che in molti sognano di fare, me compresa: di punto in bianco se n’è andata a Las Vegas e si è sposata con il suo compagno senza dir nulla a nessuno fino a cose fatte. Da applauso.
Perciò ci sta che una donna come lei tiri fuori un romanzo “scorretto”, controverso e di grande impatto senza perder tempo a preoccuparsi troppo del polverone che può sollevare. Claudia “ha osato” trattare il tema scottante della pedofilia con un approccio nuovo, coraggioso e originale. Si può essere d’accordo con la sua visione della cosa oppure no, legittime entrambe le posizioni; ma sicuramente il suo è un libro che fa discutere e fa riflettere e che, proprio per questo, va letto e affrontato, perché è un libro che pone domande scomode, inquietanti, capaci di squarciare il pesante velo dell’indicibile.
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