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Scusate ma c’è un altro fastidio da segnalarvi. Come spesso accade quando la comunicazione è frenetica… qualcosa sfugge, ma per la serie nulla si crea, nulla si distrugge ma tutto “si recupera” pubblichiamo oggi il Fastidio “fuori serie” di Cinzia Robbiano che ci ricorda quanti e quali fastidi dobbiamo sopportare, magari tutti concentrati nello stesso giorno.
La data di invio del post conferma i tempi del progetto imposti da CRT (quindi garantiamo sulla ricezione del testo in tempi non sospetti) ma altresì, sospettiamo che noi CRT stiamo perdendo quella necessaria attenzione su tutto quel che succede e peggio ancora: su tutto quello che provochiamo noi, quindi il fastidio si fa doppio, ed essendo in due si moltiplica pure.
Grazie comunque dell’attenzione e della comprensione.

I Cartaresistenti

Alla ricerca della voce della natura

Per troppo tempo ho sognato che le vette delle montagne fossero abbastanza bianche solo per poterle surfare. Per troppo tempo ho sperato che il sole fosse abbastanza forte solo per farmi arrossire la pelle. Per troppo tempo ho cercato di attutire i miei rumori con rumori più forti, artificiali, solo per non pensare.

Ma così non mi accorgevo che le pareti innevate l’inverno si tingono di verde d’estate, che la luce sulla neve assomiglia allo smalto e che la Natura ha una voce tanto potente da azzittire qualsiasi rumore.

E i profili delle montagne strappano un cielo ceruleo che viene ferito solo dalla scia di qualche aereo. E gli alberi che ora sembrano secchi ributteranno ghiande e foglie in primavera. Gli animali si sveglieranno dai letarghi e le tane, ora innevate, saranno ricoperte di erba e cibo. Non è questa una magia che nessuno può davvero spiegare se non tirando fuori formule che analizzano il “come” ma non possono svelare il “perché”?

E il fastidio che provo è nel ritrovarmi negli stessi luoghi che un tempo amavo tormentata da musiche che non vorrei sentire, chiacchiericci che non vorrei ascoltare, urla sgraziate di famiglie arrabbiate e odori che non c’entrano niente tra queste montagne.
Un’esigenza di solitudine totale nella Natura, ecco cosa sento. Perché tutto questo rumore, questi continui incidenti di parole, di macchine che passano, dei cigolii delle seggiovie, delle lamine degli sciatori, di pozzanghere di neve disciolta calpestate per errore, per me è solo un fastidio.

Un fastidio che mi impone di cercare ancora quell’angolo silenzioso di pace dove ogni essere vivente è esattamente dove dovrebbe essere e che mostra, di sé stesso, solo ciò che è.

Perché trovato quell’angolo di silenzio, i miei occhi si perdano tra i sentieri di queste vette e la mia ricerca di un senso perda qualsiasi attrattiva nell’ascoltare la voce di una Natura che, al di fuori dell’anomalia umana, racconta la sua perfezione.

Fastidio di Aurora Gray

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