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cardellino

Tenere troppo alle cose può distruggerti. Solo – se tieni abbastanza a un oggetto, esso acquista una vita propria, o no? E non è questo il punto fondamentale delle cose – delle cose belle –, il fatto che ti mettono in contatto con una bellezza superiore? Quelle prime immagini che ti spalancano il cuore e tu spendi il resto della tua vita a inseguirle o a tentare di ricatturarle, in un modo o nell’altro? Perché, insomma – riparare vecchie cose, preservarle, prendersene cura – da un certo punto di vista non c’è fondamento razionale per tutto ciò…

Donna Tartt, Il Cardellino (Rizzoli)

ilcardellino

Incipit
Quand’ero ancora ad Amsterdam, per la prima volta dopo anni sognai mia madre. Ero rimasto confinato nella mia stanza d’albergo per più di una settimana, terrorizzato all’idea di chiamare chicchessia o di mettere il naso fuori, il cuore che fremeva e sussultava anche al più innocuo dei rumori: il campanello dell’ascensore, l’andirivieni del carrello del minibar, persino i campanili delle chiese che scandivano le ore, de Westertoren, Krijtberg, un clangore dai contorni vagamente oscuri, come i presagi di sventura delle fiabe. Durante il giorno me ne stavo sul letto e mi sforzavo di decifrare le notizie in olandese alla TV (impresa impossibile, dal momento che non conoscevo una parola di olandese) e, quando rinunciavo, mi sedevo accanto alla finestra a fissare il canale, il cappotto cammello gettato sui vestiti che indossavo, perché avevo lasciato New York in fretta e furia e le cose che avevo portato con me non erano abbastanza calde, nemmeno al chiuso. Fuori era tutto fermento e allegria. Era Natale, di sera le luminarie luccicavano sui ponti dei canali…

Il cardellino – Donna Tartt, 2013 (Rizzoli, 2014)
Premio Pulitzer 2014

Contributo di Tratto d’unione

piccoloamico

Incipit
Tutta la vita Charlotte Cleve si sarebbe sentita in colpa per la morte del figlio, essendo stata sua la decisione di pranzare, in occasione della Festa della Mamma, alle sei del pomeriggio invece che a mezzogiorno, dopo la messa, come i Cleve avevano sempre fatto. Il cambiamento d’orario non aveva mancato di suscitare le proteste dei più anziani della famiglia. E pur trattandosi di una resistenza di principio nei confronti di qualunque novità, Charlotte ebbe in seguito a pensare che avrebbe dovuto tener conto del loro sordo malcontento, segno labile ma infausto di quanto in seguito sarebbe accaduto; un monito oscuro anche con il senno di poi, ma forse, invece, attendibile quanto tutti quelli che ciascuno di noi può sperare prima o poi di ricevere nella vita.

Il piccolo amico – Donna Tartt, 2002 (Rizzoli, 2015)

Contributo di Tratto d’unione

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